Terrorismo

Non hanno neanche il coraggio di chiamarli con il loro nome. Terroristi. Assassini. La religione che professano, le terre da cui provengono non vengono mai nominate. Non c’è pericolo ci dicono e intanto la gente muore, uccisa dall’odio e da chi si rifiuta di parlare. Servono parole forti, gesti importanti per fermare finalmente queste bestie; creature che hanno fatto dell’odio la loro unica religione. Ci si scusa. Ci si commisera. Nessuno condanna. Sono tutti Charlie. Sono tutti su quella spiaggia, ma nessuno punta il dito contro i colpevoli. Essere moderati è il dictat di questa politica e di questa Chiesa, anche se questo atteggiamento continua a costare vite innocenti. Scegliete bene le vostre battaglie. Gioite per i matrimoni omosessuali e non guardate a coloro che un omosessuale lo scaraventano legato da un palazzo solo perché diverso. Vi chiamate femministi e con orgoglio e sdegno accusate il mondo dell’intrattenimento per delle stupide battute ma poi non guardate a chi le donne le tratta con sdegno; coloro che le costringono a coprirsi e le trattano come mosche. La nostra rabbia non è solo per i violenti, gli assassini, i terroristi islamici ma anche per coloro che non hanno mosso un dito per fermali e ancora parlano di porgere l’altra guancia. Aveva ragione Oriana Fallaci. Abbiamo ragione noi cittadini spaventati anche dall’idea di stare in spiaggia. Non volete ammetterlo a voce alta, ma lo sapete che abbiamo ragione. Che non si può ignorare il pericolo. Che parlare di violenza non basta. Bisogna fare nomi, chiamare questi assassini con il loro nome. Sono terroristi. Vengono dall’Islam. La loro unica regola è uccidere. Il loro unico credo è l’odio verso chi è diverso. Ci date dei razzisti, mentre in Tunisia ci si affretta a chiudere le moschee. Ci date degli ignoranti, mentre i corpi si ammassano e i terroristi sono sempre più vicini. Vi accorgerete un giorno di quello che state facendo, del male e della sofferenza che portate facendo i “moderati”. Noi non smetteremo di gridarlo. Di chiedervi di combattere per la nostra sicurezza. Per sconfiggere l’odio che si sta diffondendo in ogni città. Un giorno lo scoprirete, ma è già troppo tardi.

Trezzano sul Naviglio, Andrea Pasini

L’AGROALIMENTARE FALLIMENTARE TENDE A SINISTRA

L’AGROALIMENTARE FALLIMENTARE TENDE A SINISTRA. I numeri riguardanti l’agroalimentare pubblicati da Coldiretti lo scorso 15 giugno mostrano l’importanza di questo settore per l’economia italiana. Sono 367 milioni di euro i guadagni dati dalle esportazioni di prodotti agroalimentari prodotti nel nostro Paese in tutto il mondo. Ma come ogni bella notizia che sembra apparire sulle pagine dei giornali italiani, c’è sempre un retrogusto amaro con cui fare i conti. Il nostro bene più prezioso – il cibo – viene copiato e spacciato per “Made in Italy” a discapito delle piccole e medie imprese che faticano ad andare oltre i nostri confini. In un anno i prodotti che si spacciano per italiani costano al nostro Paese 60 miliardi di euro. Stiamo parlando del doppio del valore dei veri prodotti esportati. Sono 300 mila lavoratori lasciati a casa. Migliaia di serrande abbassate perché la politica ignora completamente questo problema. Mentre Milano mette in vetrina l’arte del mangiare, il settore che dà da mangiare a gran parte del Paese viene completamente abbandonato. Strano pensare che nessun politico abbia mai realizzato che il comparto agroalimentare è alla base della nostra economia, oltre che della nostra cultura e tradizione. Certo, e’ facile giustificare questi comportamenti con le solite polemiche. È innegabile che ci troviamo davanti ad un governo di inetti, che pongono le necessità dei loro cittadini dopo le proprie. Ci troviamo di fronte ad uno Stato alla deriva. Un Paese che premia i chiacchieroni come Oscar Farinetti che, nell’arco di due anni, come per magia, e’ diventato uno dei più grandi esperti di food quando, fino a poco tempo prima, vendeva elettrodomestici e ora pone limitazioni a chi nel suo lavoro mette passione, dedizione e esperienza vera come Bernardo Caprotti. Il genio di Eataly, che ha iniziato a parlare di cibo quasi per caso ed è diventato il nuovo genio dell’agroalimentare, pensa di nutrire il Paese, Farinetti, facendo pagare i suoi prodotti il 40 per cento in più rispetto all’Esselunga di Caprotti che, da sempre, ha venduto prodotti e altissima qualità a prezzi veramente convenienti. Ma la politica non vede neanche questo. La politica non vede nulla. E le serrande continuano ad abbassarsi, con 300 mila persone che restano a casa senza speranza e senza un posto fisso. Quale altro Paese sarebbe così stupido da gettare al vento un’eccellenza come la nostra? Vi rispondo io, NESSUNO tranne il nostro perché governato da persone incapaci che hanno sempre tradito il nostro Paese e, soprattutto, il popolo italiano.

Trezzano sul Naviglio

Andrea Pasini